Bruxismo Psicologia e Salute

Bite dentale: cura davvero il bruxismo?

Bite dentale notturno per bruxismo

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Il bite dentale: sei andato dal dentista e ti ha diagnosticato il bruxismo. Per smettere di digrignare i denti la notte mentre dormi, il dentista ti ha prescritto il bite, un paradenti fatto su misura che serve a proteggere l’arcata dentale.

Ebbene, questa è la cura più comunemente usata dai dentisti, gnatologi e specialisti odontoiatri. Il bite dentale è uno strumento decisamente importante, per evitare che i tuoi denti si consumino stridendo uno contro l’altro, oppure che si spezzino, per la pressione troppo forte che eserciti su di loro inconsapevolmente mentre dormi.

Ma la verità è che il bite dentale non è sufficiente per eliminare in modo definitivo il bruxismo, quindi di fatto non è possibile, a mio avviso, chiamarlo “cura” e in questo articolo voglio spiegarti perché.

Il Bite dentale non elimina il bruxismo

La verità è che il bite dentale è una protezione, ma non è la cura al bruxismo.

Sono più di quarant’anni che mi occupo di salute e benessere, e in particolar modo negli ultimi dieci anni, come psicologo e psicoterapeuta, ma anche come ipnologo clinico, mi sono dedicato a questo fastidioso disturbo che è il bruxismo. Ti parlo della mia esperienza in questo mini video-corso gratuito dove, oltre ad esercizi pratici, ti racconto come ho aiutato i miei pazienti ad uscire dal bruxismo.

I pazienti venivano nel mio studio dicendo grosso modo sempre la stessa cosa: «Dottore, soffro di bruxismo. Uso il bite dentale, sto meglio, ma di fatto digrigno ancora i denti la notte, e la mattina accuso ancora il malditesta».

«Giuseppe, ho speso un sacco di soldi per quel bite. È vero, non mi sto consumando i denti, ma è fastidioso portarlo e alla fine il bruxismo ce l’ho ancora!».

C’era qualcosa quindi che non stava funzionando. Ma prima di spiegarti che cosa, voglio farti capire bene come agisce il bite dentale, perché è importante usarlo, e perché protegge i denti ma non cura il bruxismo.

Il bite dentale è una protezione utile ma non sufficiente contro il bruxismo

bite dentale bruxismo

Il bite protegge i denti, perché alcune delle fastidiose e gravi conseguenze del digrignare i denti sono:

  • Erosione dello smalto
  • Frattura delle cuspidi
  • Consumo della dentina e del dente
  • Lesione e sollecitazione dei tessuti a sostegno dei denti

A livello meccanico, quando stringi i denti e serri forte la mandibola stai facendo leva su tre cose: ossa, muscoli, e nervi.

Per la precisione, stai agendo su:

  • L’osso mandibolare o mandibola
  • L’osso mascellare o mascella
  • I 4 muscoli masticatori (Massetere - Pterigoideo interno ed esterno - Temporale)
  • I nervi facciali, specie il nervo trigemino

La forza esercitata dai muscoli masticatori – che sono i più potenti del nostro corpo – compromette i denti, la mandibola e la mascella, e crea un’infiammazione ai nervi facciali, soprattutto il trigemino.

Per questo, chi soffre di bruxismo soffre anche facilmente di malditesta, cefalea, o emicrania. E per questo motivo, il dentista ti ha senz’altro prescritto il bite dentale: per evitare queste spiacevoli conseguenze.

Perché usando un paradenti si impedisce ai denti di consumarsi, o di spezzarsi: il bite dentale è di resina ed è normalmente più morbido dei denti stessi, quindi i denti non si limeranno mentre si consumerà il bite al posto loro. Allo stesso modo, il bite dentale riduce la sollecitazione dei tessuti di sostegno dei denti.

Con il bite dentale si può anche modificare la posizione della mandibola, se questa risulta alterata, migliorando l’attività dei muscoli, e i rapporti tra le strutture delle articolazioni temporomandibolari.

Questo per far capire che il bite dentale è un supporto molto utile al bruxismo, che non bisogna assolutamente tralasciare, e al momento rimane comunque il primo intervento da valutare. Anche se a volte può risultare molto invasivo per la bocca e ci sono persone che proprio non riescono a portarlo.

Inoltre, il bite distribuisce le zone di contatto dei denti, e può ridurre la forza con cui si possono stringere, serrare e digrignare i denti. Riduce di conseguenza anche i danni che queste attività possono causare alle strutture della bocca, e favorisce il rilassamento dei muscoli masticatori.

Eppure, il bite non è la cura che ti farà smettere di digrignare i denti, ed è molto semplice da capire il perchè: il bite dentale non agisce sulle cause psicologiche e inconsce del bruxismo.

Il bite dentale non interviene sull’abitudine inconscia di digrignare i denti

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Perché il bite dentale non funzionava con i miei pazienti? Perché questa cura dentistica, comunque sana, aveva dei limiti? Dopo decine di pazienti che digrignavano i denti e chiedevano il mio aiuto, ho iniziato a farmi molte domande e a documentarmi bene sul bruxismo.

La verità è che esiste una letteratura scientifica infinita a proposito, e che sono molto gli studi che sono stati fatti. Eppure, ancora oggi non sono state trovate cause certe al bruxismo.

E la maggior parte dei dentisti, quando arriva un loro paziente in studio che digrigna i denti, non sa bene che pesci prendere.

Perché nonostante le cure dentistiche migliori, che possono essere appunto il bite dentale, ma anche cure gnatologiche dell’apparato masticatore, correzioni di malocclusioni dentali o di disturbi temporo-mandibolari (DTM), il bruxismo continua a rimanere.

Perché una componente fondamentale del bruxismo è l’inconscio!

Anche un dentista oggi forse riesce a dire al proprio paziente – ma non tutti purtroppo – che il bite serve a proteggere i denti ma che la causa del bruxismo potrebbe essere di natura psicologica.

E sui giornali escono diversi articoli che spiegano come emozioni represse, o sensazioni negative, possano incidere su questo fastidioso disturbo.

Ebbene, ci sarebbe molto da scrivere in proposito, ma io non voglio sollevare qui l’aspetto psicologico del bruxismo. Le cause interiori e psichiche del digrignare i denti le ho trattate ad esempio in questo mini-videocorso gratuito che puoi vedere da qui, dove spiego le origini del bruxismo e racconto la storia ad esempio di Milena e di Sonia, ma anche quella di Mauro.

In questo articolo invece voglio farti capire perché il bite dentale, da solo, non riesce a correggere il bruxismo, questa “parafunzione” – così come viene definita dai dentisti – della nostra bocca.

E il motivo è che il bite non agisce sull’inconscio.

Bite dentale e inconscio: uno protegge, l’altro guarisce!

 

Bruxismo cause inconsce

La verità è che il digrignare i denti diventa con il tempo un’abitudine. Diventa cioè un comportamento radicato nel nostro inconscio.

Inoltre, il serrare i denti e stringere la mandibola è qualcosa che facciamo involontariamente, cioè lo facciamo mentre non siamo consapevoli.

Infatti, il bruxismo accade di notte, mentre dormiamo. Oppure accade di giorno, mentre siamo sovra pensiero (da notare che oltretutto il bite dentale non si può portare di giorno per ovvi motivi).

Perché il bruxismo accade inconsciamente, cioè è uno stimolo, un impulso che il nostro cervello dà ai nostri muscoli masticatori e ai nervi facciali e che è radicato nell’inconscio. Avviene senza che lo vogliamo, senza che poniamo la nostra attenzione, senza che ci concentriamo, senza che lo desideriamo, senza che ce ne accorgiamo, senza che lo pensiamo.

È importante capire che con il tempo, questo impulso che il nostro cervello dà ai muscoli masticatori comandandogli di serrare la mandibola contro la mascella e stridere i denti, con il tempo questo impulso diventa un’abitudine.

Si cronicizza. E le abitudini sono per definizione qualcosa che noi attiviamo senza accorgercene, senza pensare, in modo automatico. Cioè inconsciamente.

La vera parte quindi del nostro corpo, e della nostra mente, a cui prestare attenzione per guarire dal bruxismo ed eliminarlo definitivamente non è nella nostra bocca, ma nella nostra testa.

Il bite dentale non può raggiungere questa nostra parte, non in modo profondo.

Può rieducare i nostri muscoli facciali ad essere più rilassati, e questo sicuramente ha un effetto anche sulla nostra mente e sugli impulsi che manda il nostro cervello. Ma non è sufficiente.

La funzione del bite dentale è quella di proteggere, la funzione dell’inconscio è quella di curare.

L’inconscio arriva dove il bite dentale si ferma: ti ricordi l’effetto placebo?

Nella mia pratica terapeutica ho imparato in tanti anni che non si può prescindere, quando si parla di guarigione, dal corpo e dalla mente.

Questi due elementi devono viaggiare insieme.

E c’è un motivo. Il motivo è che il corpo agisce sulla mente, e viceversa la mente influenza costantemente il nostro corpo, dicendogli cosa deve fare, quali sostanze deve scartare, quali deve produrre e quando lo deve fare.

E ho imparato un’altra cosa estremamente importante, soprattutto come ipnologo clinico: l’inconscio ha l’assoluta capacità di guarire il nostro corpo.

Io dico sempre ai miei corsi esperienziali e ai miei pazienti: «State tranquilli, il vostro inconscio vi vuole bene. Vi guida lui verso la salute, se lo sapete ascoltare».

Purtroppo al giorno d’oggi abbiamo perso la capacità di dialogare con la nostra parte inconscia, di fidarci di lei. Spesso anzi la temiamo: traumi infantili, vecchie ferite che non ci lasciano pace, emozioni represse che saltano fuori all’improvviso, rancori che vivono ancora dentro di noi dopo anni e anni… La psicanalisi, a mio avviso, ha portato la paura dell’inconscio.

Ebbene, io invece mi sento di dire come ipnologo, e dopo aver curato tante centinaia di persone, che l’inconscio è veramente nostro amico.

Nel caso del bruxismo, l’inconscio arriva proprio dove il bite dentale si ferma.

Il nostro cervello, e quindi la nostra mente, è un “guaritore interno”, che sa come agire, dove riparare e intervenire per mantenere il nostro organismo in equilibrio. Affidandoci sempre e solo a cure “esterne”, che siano il bite, o i farmaci, perdiamo la nostra capacità di auto-guarigione.

Non si tratta di miracolismo, si tratta di saper usare coscientemente uno strumento potentissimo che abbiamo, che è quello che regola e comanda tutto il nostro organismo, e che si chiama cervello.

Un esempio eclatante di cui avrai sicuramente sentito parlare a questo proposito, è l’effetto placebo. In breve, l’effetto placebo accade quando guariamo da un disturbo credendo di assumere una medicina mentre stiamo assumendo, senza saperlo ovviamente, solo acqua o zucchero.

Questo rimane il più grande esempio di come sia il nostro inconscio a guarirci, cioè quello che crediamo nella parte più profonda di noi, le abitudini che abbiamo, le connessioni che sono state fatte nel nostro cervello e che ci guidano, in ogni momento.

Lavorare sull’inconscio ci permette di modificare qualcosa di profondo, che si manifesta in un disturbo come il bruxismo, e che è radicato ormai nelle nostre connessioni neuronali, nelle nostre sinapsi, e nella nostra parte istintiva, irrazionale.

Solo in questo modo siamo indipendenti nella nostra salute, e l’indipendenza è la prima cosa che insegno ai miei pazienti e alle persone che mi seguono.

Bite dentale, ipnosi, tecniche psico-corporee: in sinergia contro il bruxismo secondo il Metodo Dr. Succi®

Il bite dentale quindi rimane il primo intervento da considerare quando si digrignano i denti, ma non bisogna fermarsi lì.

Per uscire in modo definitivo dal bruxismo ci vuole una sinergia di tecniche, come ad esempio l’ipnosi, che permette di agire sull’inconscio in modo estremamente naturale, piacevole, e rilassante.

Nel Metodo Dr. Succi®, il metodo che ho ideato e con cui aiuto e sostengo le persone nella maggior parte delle patologie o dei disturbi psicologici o psico-somatici, mi avvalgo dell’ipnosi ottenendo ottimi risultati.

Ma non solo. È importante unire a questa sofisticata tecnica, oltre il bite dentale ovviamente, delle tecniche psico-corporee, cioè delle tecniche che agiscano contemporaneamente sul corpo e sulla mente, come la visualizzazione, la meditazione e, più di tutto, la respirazione.

È l’insieme di questi interventi che può aiutarti ad uscire dal bruxismo e a smettere definitivamente di digrignare i denti. Ne parlo in modo più approfondito in questa serie di 3 video gratuiti che ho preparato appositamente.

Bene, con queste informazioni spero di averti in qualche modo dato un suggerimento, o per lo meno invitato a riflettere. So che la fiducia che si pone nel proprio medico, in questo caso il dentista, è di grande valore e questa non deve venire meno. Il tuo dentista ti darà le cure migliori in suo possesso.

Come psicoterapeuta e ipnologo, però, ho imparato che quando ci sono disturbi di carattere psico-somatico, è bene agire su più fronti, cioè sulla nostra parte fisica, emozionale, e mentale.

Ti auguro con tutto il cuore di riuscire a risolvere questo fastidioso disturbo, se ne soffri, e mi raccomando, non perdere mai la voglia di sorridere.

Spesso i miei pazienti mi dicevano: «Giuseppe sai, io mi vergogno ormai a sorridere, ho i denti tutti lisi, io che amavo tanto il mio sorriso!».

Altri invece perdevano la voglia di sorridere per i dolori muscolari e i malditesta che non davano tregua.

Insomma, il bruxismo è una brutta bestiolina, non sottovalutarla.

Come dico sempre a chi mi segue “Prima fai qualcosa, prima elimini il problema!”.

Ti invito a lasciare qui sotto un tuo commento, o una domanda. Ti risponderò volentieri. E mi farà piacere anche se vorrai condividere questo articolo con i tuoi amici (magari può essergli utile) o se metterai un mi piace.

Ti ringrazio della fiducia,

a presto.

 

 

 

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L'autore del post

Giuseppe Alfredo Succi

Psicologo, psicoterapeuta, ipnologo clinico e insegnante di yoga e meditazione. Da oltre trent'anni conduce seminari sul benessere e la crescita personale. I suoi metodi hanno aiutato centinaia di persone a migliorare la qualità della propria vita, della salute e delle relazioni. I principali metodi ideati dal Dr. Succi sono: Metodo Dr. Succi® ; Sahmen - La Meditazione Ritualistico-Simbolica®; RIT - il Respiro Integrante®; Yoga Vinyasa Creativo®.

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