Ansia e Stress Psicologia e Salute

I 6 tipi di ansia: scopri come riconoscerli

"donna ansia i sei tipi"

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Ansia?! Alzi la mano chi non l’ha mai avuta alla vigilia di un esame, in occasione di un appuntamento importante o prima di partire per un viaggio. L’ansia arriva così come arrivano i giorni in cui veniamo messi alla prova. Il più delle volte infatti, e per fortuna, di questo si tratta: di semplici e transitori stati di tensione destinati ad affievolirsi e a scomparire nel giro di poche ore o giorni, con il superamento o la cessazione della causa che li ha generati. Non c’è più ragione di essere ancora ansiosi se l’aereo è regolarmente atterrato o se un colloquio di lavoro si è risolto positivamente.

Il problema nasce quando l’ansia si cronicizza in uno stato di inquietudine continua, non identificabile né definibile con precisione, in una sensazione di attesa di qualcosa di spiacevole, una sorta di incombenza minacciosa di fronte alla quale ci sentiamo indifesi e impotenti. ­Questo tipo di ansia ha un nome. Si chiama…

Ansia generalizzata: i sintomi

Accanto all’ansia fisiologica, esiste anche quella che gli esperti definiscono “ansia generalizzata”. Le giornate diventano piene di eventi considerati troppo grandi e troppo difficili da affrontare. Quello che alla maggior parte della gente sembra di scarsa rilevanza emotiva, ci suscita invece reazioni così forti da diventare insopportabili. Perdiamo la capacità di valutare la realtà per quella che è, in quanto siamo estremamente attenti a ciò che succede dentro di noi. L’ansia diventa quindi patologica e deve preoccupare quando viviamo in uno stato di apprensione continua, quando siamo sempre sul “chi va là”, senza che ci sia nulla di preciso da temere. Oppure quando reagiamo con una sproporzionata intensità. L’ansia, se trascurata, nel tempo può diventare una vera e propria prigione emotiva e compromettere in modo rilevante le nostre normali attività sociali, lavorative e personali. Se ignorata, può arrivare a sfociare all’improvviso in un attacco di panico portandoci sofferenza, bisogno di isolamento ed emarginazione. Dire però “soffro di ansia generalizzata” può non aiutare. Quando generalizziamo infatti in qualche modo ci allontaniamo dal diventare consapevoli di ciò che stiamo vivendo. Bisogna quindi sapere che non tutte le ansie sono uguali. Hanno origini, sintomi e risvolti diversi. Ci sono ben 6 tipi di ansia, ed è bene dare loro un nome, e non generalizzare troppo, se si vuole diventare più consapevoli di ciò che viviamo.

6 modi di avere l’ansia

L’ansia si presenta sotto più forme, con sensazioni e reazioni differenti che si possano dividere in sei tipologie principali:

  • l’ansia da pessimismo
  • l’ansia da panico
  • l’ansia da trauma
  • l’ansia da stress
  • l’ansia da fobia
  • l’ansia da ossessioni.

Ansia da pessimismo: troppa negatività

sguardo-bianco-nero-pessimistaQuesto disturbo si presenta con ricorrenti pensieri pessimistici e sensazioni di eventi negativi imminenti. La persona che soffre di ansia da pessimismo teme che accadano disgrazie, ingigantisce le preoccupazioni, dubita su ogni cosa, trova difficile prendere decisioni e vive in uno stato continuo di tensione e nervosismo. È un tipo di ansia da non sottovalutare perché in realtà molto comune. Il più delle persone infatti è portato a focalizzarsi maggiormente sui problemi e su ciò che non va rispetto a quanto invece di positivo possa accadere nella quotidianità. In breve, fa più clamore “il brutto” del “bello”. I mass media guadagnano proprio su questo e di certo non aiutano a sviluppare una capacità di osservazione equilibrata tra aspetti positivi e negativi della vita. Ecco infatti che prima di dormire, nel momento in cui facciamo un piccolo resoconto sulla giornata, possiamo senza accorgercene far pesare di più gli accadimenti negativi rispetto a quelli positivi. È facile cadere in questo “tranello” della mente. “Si oggi ho lavorato bene, però il mio collega è stato davvero insopportabile” pensiamo mentre prepariamo la cena. “Non ne posso più di questa casa, mi da troppo da fare” gridiamo dentro di noi senza accorgerci magari che siamo stati proprio bene sul terrazzo a prendere due minuti di sole. Sulla bilancia, insomma, dobbiamo stare attenti a non far pesare sempre di più il piatto degli eventi negativi. Altrimenti il rischio è proprio quello di sviluppare un’ansia da pessimismo.

 

Ansia da panico: attacchi improvvisi

uomo-di-schiena-attacchi-di-panicoL’ansia da panico si presenta con attacchi di intensa paura e disagio che arrivano all’improvviso e inaspettati. Un esempio di ansia da panico è la paura di perdere il controllo, la paura d’impazzire o compiere azioni incontrollate. Questo tipo di ansia è più difficile da gestire, la sua caratteristica infatti è proprio questa: più cerchiamo di controllarla, più ne perdiamo il controllo. In questi casi è bene rivolgersi a forme di psicoterapia strategica, efficaci fin da subito e che in breve tempo possono risolvere questo disturbo. Come sempre, è bene non aspettare. Più si aspetta, più si cronicizza in noi il meccanismo che fa scattare l’ansia e più ci abituiamo a reagire a questi stati di panico sempre nello stesso modo, un modo evidentemente non adeguato.

Ansia da trauma: stress post traumatico

ragazzo-seduto-traumi-abusiQuesto tipo di ansia definito anche “disturbo post-traumatico” è causato da eventi traumatici vissuti, nei mesi che seguono, tramite ricordi o sensazioni angoscianti. L’ansia da trauma può essere causata da eventi tragici come una violenza, un lutto, un incidente o semplicemente da un evento meno doloroso ma vissuto comunque traumaticamente: per esempio una brutta figura fatta di fronte ai colleghi, un lavoro non terminato per incapacità. Le persone che soffrono di ansia da trauma hanno pensieri o sogni ricorrenti sul fatto accaduto. Ma l’ansia da trauma è molto sottile, perché spesso non siamo coscienti del trauma stesso. Possiamo infatti aver subito un trauma senza essercene resi conto. Come sia possibile? La “rimozione di un trauma”, per usare un termine tecnico, è un meccanismo di difesa molto efficace della nostra mente: dimentica l’accaduto. Nell’immediato questa soluzione del nostro cervello ci permette di andare avanti e di non bloccarci così nella vita. Ma nel lungo periodo questa soluzione, se non subentra poi un’elaborazione del trauma da parte nostra, genera stati emotivi confusi, sviluppa comportamenti alterati che poi sfociano in ansia o patologie più gravi.

Ansia da stress: nervosismo facile

ragazza-sui-libri-ansia-da-stressQuesto tipo di ansia, definita anche “disturbo acuto da stress” si presenta con reazioni ansiogene agli stati stressanti. Rabbia, disperazione, inattività o iperattività sono alcuni tipici sintomi di ansia da stress. A chi non è mai capitato di perdere, ad esempio, la pazienza per niente? Può bastare un po’ di caldo, a volte, per farci subito irritare: “Mi verrà una crisi di nervi con questo caldo!”. Oppure una frase detta involontariamente male da un amico ed ecco che ringhiamo sulla difensiva: “Oggi ho il nervoso, lasciami stare!”. L’ansia da stress si manifesta anche con sensazioni di inadeguatezza verso una situazione che riteniamo difficile, come un compito o un lavoro che siamo chiamati a svolgere. È un tipo di ansia strettamente collegato alla nostra autostima. Se non ci sentiamo infatti all’altezza di una situazione sviluppiamo emozioni e pensieri stressogeni che in qualche modo vadano a sabotare il nostro agire. “Ho l’esaurimento nervoso” è la frase spesso usata da chi ama complicarsi la vita. Chi ha una buona autostima e conosce le proprie risorse interiori difficilmente cade in ansia da stress: può provare stress, ma non lo fa degenerare in ansia. Chi dubita delle proprie capacità, invece, è molto portato a sviluppare ansia da stress. In questi casi la tensione diventa così opprimente da creare un effetto di blocco paralizzante. Anziché favorire il nostro adattamento all’ambiente, l’ansia lo peggiora perché ostacola anche il raggiungimento di semplici obiettivi quotidiani.

Ansia da fobia: paura incontrollata

ragazza-dentro-scatola-fobia-socialeL’ansia da fobia si presenta con una paura incontrollabile e immotivata nei confronti di   situazioni, oggetti o azioni. L’ansia da fobia è classificata principalmente come fobia sociale o come fobia semplice. La fobia sociale è la paura persistente di una situazione nella quale si è esposti al possibile giudizio degli altri o si teme di fare qualcosa che ci possa umiliare. Per esempio tentare di conoscere qualcuno, fare qualcosa come scrivere, telefonare o lavorare quando si è osservati, parlare in pubblico o incontrare estranei. La fobia semplice è la paura persistente di un oggetto o una situazione. Per esempio la paura degli animali, la paura degli spazi aperti o chiusi o la paura dell’altezza. Anche in questo caso, l’ansia da fobia può essere benissimo superata con poco, rivolgendosi a forme di terapia specializzate nel trattamento veloce e strategico di questa patologia. Come sempre però, a fare la differenza tra una patologia guarita e una patologia che persiste è il paziente, che deve impegnarsi per uscire da schemi comportamentali inadeguati.

Ansia da ossessioni: comportamenti compulsivi

scritte-pensieri-ossessiviDefinito anche “disturbo ossessivo compulsivo”, questo tipo di ansia si presenta con pensieri che l’individuo stesso riconosce come eccessivi e irragionevoli, ma dei quali non riesce a liberarsi. Per esempio l’ossessione delle malattie, della sporcizia o del disordine. In genere la caratteristica di questo tipo di ansia è proprio quella di esserne perfettamente coscienti ma anche completamente dipendenti. Chi soffre di disturbi compulsivi sa, ad esempio, che è assurdo doversi lavare le mani quaranta volte prima di mangiare, o dover salire e scendere le scale di casa in un certo modo pena un attacco di panico, eppure non riesce a farne a meno.

Quali cause e quali rimedi all’ansia?

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Conflitti non sanati, problemi di socialità, traumi infantili, in altre parole eventi stressanti dal punto di vista psicologico: secondo gli esperti l’ansia trova la sua sede in pieghe più o meno profonde ed evidenti della personalità. Di diverso indirizzo sono invece i neuropsichiatri, che tendono ad avvicinarsi alla malattia più dal punto di vista biologico, spiegando cioè quali sono i meccanismi neurologici che portano all’instaurarsi dell’ansia.

Non sola-mente… Il valore di una terapia integrativa

 

Come terapeuta, credo fermamente che la verità stia in entrambe le parti: a creare l’ansia, infatti, concorrono sia fattori di tipo psicologico sia fattori di tipo fisico. Le forme di terapia oggi praticata prendono in esame quasi in esclusiva la mente come causa dell’ansia ma anche come strumento di guarigione. Viene invece escluso il corpo, purtroppo, dai processi di riequilibrio psico-emotivo. Nella mia esperienza, posso con tranquillità affermare che prendere in esame solo “la testa” di un paziente sia come prendere quella persona a metà. Tutti i casi di guarigione veloce ed efficace che ho potuto prendere in esame con i miei pazienti derivavano dal tipo di terapia integrativa che ho utilizzato con loro: una terapia psicologica ma anche fisica. Credo quindi che la guarigione e il riequilibrio stia in una terapia integrativa, che unisca la via della mente a quella del corpo. Ad esempio considerando il modo di respirare del paziente, il modo di parlare e di interagire con il suo spazio vitale.

dr. Giuseppe Alfredo Succi

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L'autore del post

Giuseppe Alfredo Succi

Psicologo, psicoterapeuta, ipnologo clinico e insegnante di yoga e meditazione. Da oltre trent'anni conduce seminari sul benessere e la crescita personale. I suoi metodi hanno aiutato centinaia di persone a migliorare la qualità della propria vita, della salute e delle relazioni. I principali metodi ideati dal Dr. Succi sono: Metodo Dr. Succi® ; Sahmen - La Meditazione Ritualistico-Simbolica®; RIT - il Respiro Integrante®; Yoga Vinyasa Creativo®.

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  • Speranzosa

    Gentile Dottore,

    le scrivo perché ho problemi di ansia legata al lavoro che mi porta purtroppo a rifiutare occasioni lavorative perché mi ritrovo in stati difficili da affrontare, come irrigidimento generale, inappetenza, insonnia, voglia di piangere, tensione, insomma “nervi a fior di pelle”.

    In passato ho lasciato un lavoro d’ufficio perché era diventato insostenibile: non riuscivo a rendere a lavoro, mancava la concentrazione, ero tesa, non mangiavo, non dormivo più, avevo incubi…
    Reduce da questo trauma, ho per un po’ di tempo evitato di cercare lavori simili e ho seguito un percorso di psicoterapia, ma ultimamente ho voluto riprovare ad accettare un altro lavoro e ho rivissuto le stesse identiche sensazioni spiacevoli.
    Mi sento molto frustrata per questa situazione perché mi sono resa conto che TUTTI i lavori d’ufficio che implichino più mansioni nello stesso momento e anche alcune responsabilità mi creano questo disagio sentendomi costretta a scappare ancora prima di iniziare una nuova esperienza per ritrovare il relax psico-fisico.
    Il mio dubbio é se evitare lavori d’ufficio perché oltre a crearmi ansia, non mi piacciono poi così tanto e puntare invece sui lavori che mi danno maggiori gratificazioni e più contatti umani diretti o insistere e cercare di affrontare la realtà (anche perché quasi tutti i lavori di questo mondo sono lavori d’ufficio dove viene richiesta una abilità multitasking, flessibilità…ma a me tutto ciò manda in crisi! ). 🙁

  • Raffa S

    Gentile dottore,
    le scrivo in quanto ho bisogno di risposte…sono una ragazza, 18 anni, con un desiderio persistente di abbandonare tutto e partire..praticamente sono nata con l’amore per i viaggi e l’odio nel rimanere sempre nella stessa città con le stesse persone. Devo dirle che nella mia vita ho avuto molti traumi familiari, non di violenza ovviamente. Traumi dovuti a litigi e vari problemi…forse ciò è una causa di quest’ansia di cui voglio parlarle…sono sempre stata una ragazza ansiosa da piccola, ma crescendo ho sviluppato un carattere forte che ha cancellato l”ansia. Nonostante ciò, negli ultimi mesi ho avuti attacchi di panico o svenimenti dovuti allo stress nel far coincidere la scuola, i problemi in famiglia e la mia vita privata…ma non è questo il mio problema…sono eventi passati. Ciò che mi preoccupa è questo desiderio di partire, un desiderio che negli ultimi mesi è diventato sempre più soffocante, portandomi ad odiare il fatto di restare nella mia città. Ultimamente ho avuto degli attacchi di panico che iniziano con la sensazione di oppressione e il desiderio di partire, e che si aggravano quando inizio a pensare di non avere un posto fisso, un posto considerato casa mia. Nonostante abbia una famiglia amorevole e dei buoni amici, nonostante vada bene a scuola e abbia una bella vita, nonostante tutto ciò ho una crescente rabbia nel restare nello stesso posto, ma ho anche paura di non avere un posto. Ed è a causa di queste paure che si sviluppano i miei attacchi di panico, che mi soffocano, mi danno un senso di oppressione, come se fossi rinchiusa in una gabbia dalla quale non so come fuggire. Inizio ad ansimare, i respiri diventano affanni, le mani e la boca tremano, non smetto di piangere e paura dopo paura arriva il panico. Un panico che, ripeto, inizia con l’oppressione di non poter partire. La prego mi spieghi che tipo di ansia che, come posso identificare questi attacchi di panico? So che c”è chi come me si sente soffocare nel restare un uno stesso posto, chi ha bisogno di viaggiare o fuggire via da tutto, ma non tutti hanno degli attacchi di panico per questo motivo…e non capisco quale sia la causa…e questo senso stesso di oppressione oppure i traumi familiari…per questa volta non credo che I problemi avuti in famiglia siano una causa dei miei attacchi che invece iniziano con un desiderio costante di partire..la prego di rispondermi,
    distinti saluti

  • Fabio

    Salve Dottore,
    Io sto vivendo una situazione credo abbastanza strana 5 mesi fa ebbi dei problemi allo stomaco e dopo visite e cure non guarivo alchè mi fissai che avevo un tumore, dopo un mese e mezzo feci una visita da un Gastroenterologo che mi disse che avevo il colon irritabile e mi consigliò di fare una colonoscopia dopo aver avuto l’esito di questa visita ho iniziato a soffrire di disturbi del sonno cioè mi addormentavo ma alle 3 di notte mi svegliavo poi mano a mano sono comparsi sintomi come farfalle allo stomaco e senso di stordimento come se fossi ubriaco e mancanza di concentrazione purtroppo le ore di sonno che erano 8/9 sono diventate 4/5 e un po’ credo che questo stia influendo sulla mia psiche in quanto mi sveglio alle 5 di mattina e mi innervosisco a seguire mi vengono le farfalle allo stomaco e poi stanchezza a gli occhi e senso di intontimento cosa ne pensa?

    • Carmela

      Anche io stesso problema da 3anni,ora un po più lieve… A volte penso di avere qualcosa di fisico che non va oltre al colon irritabile

  • Grazia

    Salve dottore,
    Penso di soffrire di amsia da trauma, vari traumi dell’infanzia, tenuti sempre dento fino a pochi anni fa’, ora ne ho 27, per molti anni mi sono sentita in colpa di gravi accaduti in famiglia anche se non era colpa mia, ora il mio problema è che qualsiasi cosa io faccia ho una fretta inspiegabile di finirla, che si tratti di guidare, di fare sport, di guardare la tv, lavorare ecc… e fino a quando non finisco ho una sensazione di ansia sullo stomaco, sembra che mi si affatichi il respiro, anche scrivendo qui. Non riesco a stare da sola o in silenzio altrimenti la tristezza prende il sopravvento… secondo Lei posso superare questa condizione?

    • Cara Grazia, certo che puoi superare questa cosa, tutto si può superare. Ti serve solo la persona giusta che possa aiutarti ad eliminare questo comportamento disfunzionale e che non ti fa stare bene. Con le giuste prescrizioni terapeutiche ci riuscirai. Un caro saluto.

      • Grazia

        Grazie della risposta, quindi lei crede che devo prendere dei farmaci? O fare una terapia a livello di incontri?

  • Maria Pia

    Salve dottore, un anno fa ho avuto un periodo di stress fortissimo, il primo attacco mi è venuto in macchina mentre guidavo e da allora non riesco a portare la macchina quando sono sola. inoltre ho sempre la paura che debba succedermi qualcosa di brutto, sto cercando di superare la cosa da sola ma vivo molto male questa situazione.